La Mela Annurca: il frutto rosso dalle ottime proprietà

Pubblicato da: Chiancheria Gourmet In: La qualità dei prodotti Sopra:

Considerata la “regina delle mele”, per le sue proprietà nutritive ed organolettiche, la mela annurca è l’unica mela italiana originaria del sud, precisamente della Campania, dove le coltivazioni si concentrano in modo particolare nel napoletano, casertano e beneventano.

Ormai è ampiamente risaputo che una mela al giorno fa bene e toglie il medico di torno, poiché questi frutti hanno importanti proprietà benefiche e terapeutiche per il nostro organismo. La mela annurca, in tal senso, risulta certamente una delle qualità più benefiche, non a caso ha ottenuto anche la denominazione IGP. Se pensate che sia un tipo di mela invernale, addirittura natalizia, vi stupirà sapere che la raccolta viene fatta in autunno, mentre il suo consumo si protrae fino all’inizio dell’estate.

Considerata la “regina delle mele”, per le sue proprietà nutritive ed organolettiche, la mela annurca è l’unica mela italiana originaria del sud, precisamente della Campania, dove le coltivazioni si concentrano in modo particolare nel napoletano, casertano e beneventano.  Il suo nome, caratteristico, deriva da “mela orcula”, prima denominazione del frutto, di epoca romana, (poi successivamente orcola, anorcola e annorcola), derivante dall’area di origine campana, la cosiddetta zona dell’Orco. Di dimensioni medio piccole, quindi ridotte rispetto alle mele più grandi tipiche del nord Italia, la mela annurca è caratterizzata da forma tondeggiante leggermente appiattita, buccia liscia e cerosa e un colore rosso vivo e brillante, sfumato di arancio verso il picciolo. La polpa, di colore bianco, si presenta compatta, croccante, succosa e molto profumata, con un sapore molto aromatico, che cambia a seconda delle varietà. Le due principali sono la “Sorgente”, caratterizzata da aroma acidulo e dal colore rosso tipicamente striato di giallo-verde, e la “Caporale”, più dolce, e dal colore rosso punteggiato di bianco.


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RACCOLTA, ARROSSAMENTO, COMPOSIZIONE


La caratteristica della mela annurca, che la contraddistingue da tutte le altre, è quella di non maturare sull’albero, ma al suolo, dopo essere stata raccolta acerba. “Il peduncolo, infatti, è molto sottile e non permette di sostenere il peso del frutto, così che la mela cade a terra ancora non matura. Al fine di evitare ammaccature, gli agricoltori raccolgono pertanto le mele prima della maturazione e le ripongono nei melai, appositi teli di canapa (o letti di paglia, aghi di pino o trucioli) distesi sul terreno ed esposti al sole, così da permettere la maturazione”, racconta la nutrizionista. Il melaio impedisce alle mele di marcire, inoltre i frutti vengono costantemente girati, in modo tale da esporre le parti più verdi al sole fino a che non giungono a perfetta maturazione, ovvero fino a quando non si evidenzia il tipico colore rosso vivo. Non a caso il procedimento è detto “arrossamento”, proprio perché la mela, inizialmente di colore giallo verde (con soltanto delle lievi striature rosse), acquisisce gradualmente la sua tipica colorazione. È proprio questa procedura che rende la mela annurca particolarmente pregiata, donandole gusto e profumo unici. La raccolta avviene verso l’inizio dell’autunno e la maturazione nei melai termina a fine dicembre, periodo in cui  la mela annurca inizia ad essere disponibile sul mercato, fino all’estate dell’anno successivo. “Da qualche decina di anni è, inoltre, presente una nuova varietà che raggiunge prima la maturazione, motivo per cui la mela annurca può anche trovarsi in commercio prima dell’inverno”, specifica l’intervistata.

COMPONENTI ORGANOLETTICHE

Le mele annurche devono le loro proprietà principalmente alla presenza di polifenoli che, come confermato da uno studio del dipartimento di Farmacia dell’Università “Federico II” di Napoli, si dimostrano efficaci, ad esempio, contro calvizie e colesterolo cattivo.

“La mela annurca è inoltre caratterizzata da un alto contenuto di acqua (circa l’84%), è molto ricca di vitamine, soprattutto A, B, C e PP, acido malico, acido ossalico, ma anche diversi minerali, in primis potassio, calcio, magnesio, manganese, ferro e fosforo, mentre è povera di sodio”. Anche la quantità di fibre è abbondante, per lo più pectine (concentrate principalmente nella buccia), inoltre la mela annurca contiene una discreta quota di carboidrati (di cui il 10% di zuccheri), mentre è povera di lipidi e proteine. “Nonostante la dolcezza tipica di questo frutto, l’apporto calorico è molto ridotto, considerando che 100 grammi di prodotto forniscono soltanto 40 Kcal, similmente all’indice glicemico, molto basso”.  

PER CONTRASTARE IL COLESTEROLO ALTO

La proprietà più nota della mela annurca è certamente la sua efficacia nel contrastare livelli alti di colesterolo, come emerge da un recente studio tutto italiano condotto dal Dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli. la dottoressa spiega che “secondo i dati ottenuti la mela annurca sembra essere in grado di ridurre di circa il 30% il colesterolo totale e, al tempo stesso, incrementare i livelli di quello buono (HDL), anche del 60%. Questa capacità sembra essere dovuta all’elevatissimo contenuto di un gruppo di polifenoli, le procianidine, molto superiore rispetto a quello che si riscontra in qualsiasi altra cultivar di mela”. In virtù di questa proprietà, è stato formulato un alimento nutraceutico (ovvero contenente sostanze con effetti benefici per la salute), a base appunto di procianidine estratte dalla mela annurca, per il trattamento del colesterolo alto. Non solo. “Le procianidine, nello specifico la procianidina B-2, sembrano avere ottimi effetti anche nella cura delle calvizie, in quanto in grado di consentire efficacemente la ricrescita dei capelli, con un aumento significativo anche del diametro dei capelli. Questa proprietà risulta particolarmente utile in caso di calvizie a seguito di chemioterapia”.

PER PROTEGGERE L’APPARATO CARDIOVASCOLARE

Come tutte le mele, la annurca ha un elevato potere antiossidante, grazie sempre ai polifenoli, utile quindi a mantenere in salute organi e tessuti contrastando efficacemente l’invecchiamento cellulare, e a proteggere l’apparato cardiovascolare.
Inoltre, “il contenuto di acido ossalico rende la mela annurca molto utile per la salute della bocca, svolgendo un’azione di pulizia che aiuta ad avere denti bianchi. Il ferro ed il potassio, presenti in buone quantità, sono invece utili per rafforzare i muscoli e sostenere la loro funzionalità.

PER LA SALUTE DELL’INTESTINO

La mela annurca ha ottimi benefici anche sull’intestino, “innanzitutto per l’elevato contenuto di fibra, utile al transito intestinale, ma anche per la presenza di cellulosa nella buccia, che favorisce la digestione. La mela annurca è comunque molto indicata in situazioni di disagio digestivo generale, in particolare se si soffre di eccessiva acidità gastrica o problemi di reflusso gastroesofageo”, specifica la nutrizionista. Sempre per quanto riguarda l’apparato gastrointestinale, la mela annurca, se consumata cruda, ha proprietà astringenti, risultando pertanto utile in caso di diarrea. Tuttavia, l’intervistata sottolinea che “se mangiata cotta, ha proprietà opposte, ovvero risulta lassativa, quindi utile in caso di stipsi o costipazione”.

PER FAVORIRE LA DIURESI

La mela annurca sostiene la funzionalità renale, soprattutto in caso di calcoli renali, favorendo in tal senso l’eliminazione dell’acido urico. Ancora, il consumo regolare di mele annurche sembra stimolare e favorire la diuresi, rappresentando pertanto un ottimo alleato contro i reumatismi. “Non bisogna infine dimenticare l’elevato potere nutritivo di questo frutto, grazie al ricco contenuto vitaminico e di minerali. A riguardo, l’abbondante presenza di vitamina A, rende la mela annurca molto utile per la salute degli occhi, proteggendoli dai danni derivanti da diverse malattie, come la maculopatia degenerativa”. La vitamina C, invece, anch’essa abbondante, potenzia le difese immunitarie, proteggendo il nostro organismo dalle infezioni, in primis influenza e raffreddore.

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Fonte Testo: Il Giornale del Cibo

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